La rotazione delle colture nell’orto

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Pubblicato il 28/01/2014 nella categoria: Impara
La rotazione delle colture nell’orto

La rotazione nell’orto è importante, per la salute delle piante e il mantenimento della fertilità del terreno. Di cosa si tratta? Della pianificazione delle colture da far succedere, ciclo dopo ciclo, sullo stesso appezzamento. Far crescere su una superficie sempre le stesse piante è dannoso: impoverisce il terreno, e quindi i raccolti, e diventa un ricettacolo di patogeni specifici. Effettuare la rotazione contribuisce a mantenere una buona dotazione di nutrienti nel terreno, a ottenere piante più sane e raccolti abbondanti.

Ecco quindi alcuni suggerimenti sempre validi, indipendentemente dal tipo di rotazione che si decide di eseguire.

  ●  Dividi il terreno in settori e dedica un diario al tuo orto in modo da ricordare cosa hai coltivato negli anni e dove.

  ●  Conosci quello che coltivi. Ti servirà studiare un po’, in modo da poter ricondurre le piante che hai nell’orto, o quelle che vorrai farci crescere, alla famiglia di appartenenza (solanacee, cucurbitacee, brassicacee, ecc.). Qui trovi le schede dei vari ortaggi.

  ●  Evita di programmare successioni di piante appartenenti alla stessa famiglia. Per riseminare la stessa pianta o un’altra appartenente alla sua famiglia sul medesimo settore, dovrai aspettare diversi cicli di coltivazione (in genere si consigliano 3 – 4 cicli).

Esistono diversi tipi di rotazione, prendiamo ad esempio quello quadriennale che si sviluppa prevedendo in successione questi tipi di piante:

  1. piante “depauperanti” – si chiamano così perché sfruttano in modo particolare le risorse del terreno – ne fanno parte le brassicacee, ovvero la “grande” famiglia dei cavoli, le cucurbitacee, quali zucche, cetrioli e melone, e le solanacee come la melanzana, il peperone e il pomodoro;

  2. piante “moderatamente consumatrici” – dopo aver “stressato” a dovere il terreno puoi cominciare a dargli tregua coltivando ortaggi come lattughe, cipolle, sedano e carote che, al contrario delle famiglie precedenti, hanno bisogno di meno risorse e possono avvalersi del nutrimento residuo;

  3. piante “miglioratrici” – quelle che sono in grado di rigenerare il suolo – è il momento delle leguminose che, grazie alla loro capacità di fissare l’azoto nel terreno, lo arricchiscono di uno dei nutrienti più importanti per le piante;

  4. specie “da rinnovo” – esse non prevedono la raccolta ma lo sfalcio e l’interramento dopo un certo periodo di crescita. Questa tecnica prende il nome di sovescio.

Ci sono diversi modi di effettuare una rotazione e tanti tipi di terreno, per questo nei tuoi schemi di rotazione dovrai essere necessariamente un po’ elastico. Partendo da un modello, sperimenta via via quale successione dà, nel tuo orto, i risultati più soddisfacenti e ricordati di appuntarlo sul diario, ti sarà di grande aiuto!

Foto: arnold | inuyaki 

La rotazione delle colture nell’ortoultima modifica: 2014-01-29T22:24:32+00:00da paoloteruzzi
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